giovedì 8 agosto 2013

Terrazza sul giardino

"Il mio giardino è il mio mondo". 
PhotoMarzia

Capii che la mia amica intendeva questo soltanto il giorno dopo. 

Eravamo a una festa, sopra la terrazza con una stupenda vista campagna-città-mare, dove la città era in realtà solo una decorazione. Troppa la natura intorno. 
Un cielo troppo ampio, che la mia amica non era abituata a gestire; un mare blu e vivace che non era abituata a vedere. E il contrasto fra mare e campagna donava al giallo del grano un colore vivo, per contrasto con l'azzurro del mare e il celeste quasi bianco del cielo. 

Il giorno dopo splendeva il sole e andai di nuovo sulla terrazza per bere il caffè davanti al luccichio del sole sulle foglie e sulle onde. 

In città la mia amica beveva il caffè nel suo giardino, chiuso al resto del mondo da un alto cancello. Il giardino era nella sua casa, il giardino era la sua casa, il suo mondo.

E la mia casa dov'era? 
Appena sveglia, sulla mia terrazza, pensai che la mia casa era il mondo. Era il mondo il mio giardino.

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venerdì 2 agosto 2013

Cicale



Il frinio delle cicale da un'altra parte è molto diverso. Sdraiata al sole, i palazzi mi sembrano 
solo un accessorio del paesaggio. Come fossero una pietra scolpita dall'uomo per giocare un 
po', come se fossero stati abbandonati su una collina lussureggiante. Come quando i bambini 
lasciano i loro castelli scolpiti nella sabbia per andare a tuffarsi in aqua. I castelli rimangono 
soli, solo un segno del passaggio dell'uomo sulla vasta spiaggia accarezzata dalle onde, 
abbracciata dai cespugli e protetta dai pini marini. Sovrastata dal cielo celeste e sorvegliata 
da batuffoli di nuvole di passaggio. 
Il castello dell'uomo. Un puntino in mezzo al resto. 

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