Nel tratto fra Ancona e Pescara c'è uno scoglio, un faraglione piccolo e largo che segna il luogo. Ecco, siamo sul tratto più bello della riviera; il colpo d'occhio illumina il mare e la scogliera; questo mare cupo d'inverno, è rilucente nel grigiore d'autunno, ma è luminoso d'estate, quando quasi è coperto dal luccichio delle onde e il faraglione si nasconde fra ondicelle, teli, persone e palloni.
Ma d'autunno e d'inverno, quando non c'è più niente, lo scoglio domina sul panorama che è un vortice di solo mare in lotta con la spiaggia. I flutti furiosi combattono a forza di schiuma per espugnare il castello di pietra; guardano il treno minacciosi, lo sfidano come animali impazziti e i passeggeri si ritirano tra i loro sedili rabbrividiti.
Il faraglione invece resta sempre lì. E' un guerriero di pietra in guerra col mare, sempre nel vivo della battaglia, sempre a difendere la terra di cui è parte dentro il mare, con la schiena inarcata e la punta fiera tesa in alto.
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